Chiesa della Madonna Addolorata

Questo edificio è sorto completamente addossato alla parrocchiale di S. Benedetto, tra lo spazio che a sinistra di questa è residuo del muro perimetrale e del transetto. Costituisce un esempio molto diffuso nella regione ed assai simile alla chiesa della confraternita di Tussio anch’essa addossata alla parrocchiale. Con la costruzione della chiesa intitolata alla Madonna Dolorosa, si completò l’assetto urbanistico nuovo che discendeva dalla trasformazione del vecchio castello. In tal modo si individuò definitivamente la via principale del centro abitato e lo slargo che un po’ generosamente viene chiamato “piazza”. La strozzatura della “piazza” deriva proprio dall’aver costruito la chiesa sul probabile perimetro esterno del castello. Tuttavia, un allargamento verso est sarebbe forse stato difficile perché avrebbe interferito con il vecchio tracciato murario che probabilmente nel frattempo aveva trovata diversa utilizzazione in abitazioni civili.

Anche verso ovest, il considerevole dislivello deve aver sconsigliato un eccessivo allargamento. La chiesa è dunque sorta nel Settecento per le onoranze dei defunti, ad opera della Confraternita appositamente costituita. Non ha subito da allora soverchie trasformazioni se si eccettuano alcune modificazioni alle decorazioni pittoriche interne. In un’iscrizione posta sopra la cantoria è infatti detto che nel 1885, in onore della Beata Vergine dei Sette Dolori, la Confraternita con le oblazioni e con il lavoro dei suoi iscritti, restaurò il sacello.

Interno-L’interno è ad unica navata voltata a botte con tre lunette. In quelle di sinistra, verso la strada, si aprono altrettante finestre. Sul lato destro, addossato alla parrocchiale di San Benedetto appaiono pseudo aperture in cui la prima decorazione settecentesca dipinse finestre con grate ed il successivo ritocco ottocentesco, ornò ulteriormente con dei tendaggi che di fatto coprirono la precedente pitturazione. Il restauro del 1989, ha ristabilito gli eventi storici lasciando nella pseudo finestra centrale la raffigurazione settecentesca, nelle altre due quella del secolo successivo. L’interno della chiesa è concluso con una semicupola sopra l’unico altare. Al di sopra dell’ingresso, sorretta da quattro colonne, vi è la cantoria a più livelli che conteneva l’organo. Tutto l’interno è affrescato con decorazioni di gusto settecentesco e cromie confacenti al culto dei morti. Nove pitture importanti, di cui due su tela e le altre su affresco, poste al soffitto e sulle due pareti laterali al di sopra del coro ligneo, illustrano la passione di Cristo dalla flagellazione alla deposizione. Anche il pavimento di questa chiesa è particolarmente interessante e certamente coevo a quello realizzato nell’ 800 nella chiesa di San Benedetto. E’ in pietra squadrata e presenta al centro dell’aula, una greca con pietra nera che corre fino all’altare. Anche su questo edificio si è iniziato il restauro per rimediare ai gravi danni che un parziale crollo del tetto aveva causato alle decorazioni interne. La tecnica usata per le coperture è stata la stessa descritta per la chiesa di San Benedetto. Le decorazioni interne invece sono state restaurate dal decoratore che ha affrontato e risolto il problema dei fumi delle candele che negli anni avevano annerita la volta. Nell’occasione del restauro è stata sostituita la bussola di ingresso, già in metallo, con un’altra in legno la cui tipologia è stata ripresa e riprodotta anche in altre regioni d’Italia.

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